CURIOSITÀ SUL MONDO DELLE MATERIE PRIME
Una decina di anni fa la rivista EIR produsse uno studio che poneva in risalto come quasi una metà della produzione di materie prime era in mano ad imprese nella sfera dell’ex impero britannico. I cambiamenti da allora sono stati pochi. Le tre principali imprese minerarie oggi sono: la Anglo American gruppo anglo-sudafricano (fatturato 2004: 20,1 miliardi di dollari), la anglo-australiana BHP Billiton (19,2 miliardi di dollari) e la Rio Tinto (9,2 miliardi di dollari) anch’essa anglo-australiana.
Queste tre imprese hanno grandi partecipazioni in molte attività minerarie in ogni parte del mondo.
La Rio Tinto, ad esempio, è la seconda produttrice di minerale ferroso e carbon coke, la terza produttrice di uranio e diamanti, la quarta produttrice di rame e la sesta di alluminio. E’ attiva in Australia, Canada, USA, Sud Africa, Cile, Spagna, Papua Nuova Guinea, Indonesia, Guinea, Brasile, Zimbabwe e Namibia.
La Anglo American, fondata dalla famiglia Oppenheimer del Sud Africa nel 1917, inizialmente si dedicò alla produzione di oro, platino, diamanti e rame nell’Africa meridionale. Dalla metà degli anni Novanta ha esteso le sue attività oltre i confini africani, ad esempio con l’estrazione mineraria di nichel e zinco in Venezuela, di rame in Cile e di carbone in Colombia. Nel 2001 la Anglo American, insieme alla famiglia Oppenheimer, rilevò la quota maggioritaria, il 60%, della famosa compagnia di diamanti De Beers, sborsando 10,3 miliardi di dollari.
Sempre nel 2001 la BHP acquisì l’impresa britannica Billiton pagandola 13,2 miliardi di dollari. La BHP Billiton oggi è attiva in questi settori: rame in Argentina, Perù, Cile e USA; alluminio in Sud Africa, Mozambico, Surinam e Australia; oro in Argentina; piombo in Australia, Canada e Sud Africa; carbone in Colombia, USA, Australia, Indonesia; Nichel in Colombia, Indonesia e Australia; minerali ferrosi in Australia e Brasile; bauxite in Austrialia, Brasile e Surinam; manganese in Australia e Sud Africa; cromo in Sud Africa; diamanti in Canada; cobalto in Austrialia e Colombia; zinco in Australia, Canada e Sud Africa.
Successivamente la BHP ha offerto 7,3 miliardi di dollari per l’impresa mineraria australiana WMC Resources. Quest’ultima possiede i diritti sui vasti giacimenti di Olympic Dam in cui si calcola circa un terzo delle riserve minerarie mondiali di uranio. La WMC possiede inoltre giacimenti di rame e di oro al quarto posto mondiale ed è il quinto produttore mondiale di nichel.
Un altro gigante del settore è il gruppo svizzero Xstrata emerso dalla Glencore International, impresa delle materie prime appartenuta a Marc Rich, noto ricercato per truffa e legato alla mafia russa. La Xstrata si è affermata come il principale fornitore mondiale di carbone per le centrali termiche e intende affermarsi nei settori del minerale ferroso, del platino e del manganese in vari paesi: Australia, India, Perù e Filippine. Nel 2003 ha inglobato la MIM australiana, che estrae rame e zinco; costo dell’acquisizione: 3,9 miliardi di dollari. L’anno scorso aveva tentato l’acquisizione ostile della WMC Resources con 6,5 miliardi di dollari, ma la BHP Billiton l’ha spuntata rialzando la posta.
